La City of Rome Pipe Band (le cornamuse e i tamburi di Scozia della città di Roma) nasce nel 2000 grazie all’intervento di vari fattori. Il primo tra questi è sicuramente la passione per la musica di questi strumenti che avevano i primissimi fondatori.
Se infatti una piccola cellula di 3 suonatori esisteva già, è stato solo quando, per uno scambio culturale di qualche mese, Simon Emslie (all’epoca nelle file della “grade 1” Vale of Atholl Pipe Band) è vissuto a Roma, che ha visto per la prima volta la luce una vera e propria pipe band, con cornamuse ed una gran cassa.
Era l’ottobre del 2000 quando il primo concerto della neonata City of Rome Pipe Band, sotto la direzione di Simon, primo Pipe Major della banda, ebbe luogo davanti al Colosseo. Non c’era ancora un’uniforme, ma c’era tanta passione e un forte legame di amicizia, che sarebbero durati nel tempo.
Quella piccola realtà ha cominciato ad aumentare nelle dimensioni e nella qualità sia della propria musica che della propria organizzazione. Alcuni elementi sono andati via, altri se ne sono aggiunti. L’interesse per questa musica travalica ogni confine ed all’interno della band si sono alternati nel tempo suonatori di 4 continenti.
La prima vera uniforme della City of Rome Pipe Band è stata indossata in occasione della partita di rugby del torneo “6 nazioni” Italia-Scozia del 2002, in cui la banda ha suonato l’inno ufficiale della nazionale albionica, di fronte a migliaia di spettatori. Appuntamento divenuto poi fisso. Il tartan era il “Prince Charles Edward Stuart”, dedicato appunto al principe che molto ha avuto a che fare con Roma, essendovi nato, ed essendovi stato poi sepolto alla sua morte.
Col passare degli anni gli impegni della banda sono aumentati sia nel numero che nell’importanza, portandola ad esibirsi in piazze, ma anche in famosi teatri; per matrimoni così come per importanti eventi. Ed anche in gare riservate a questo tipo di complessi musicali.
Era infatti il 2003 quando per la prima volta la City of Rome Pipe Band è entrata in uno dei cerchi del “Glasgow Green”, dove si svolgono ogni anno i campionati mondiali per Pipe Bands. E’ stata anche l’occasione per visitare (per molti componenti per la prima volta in assoluto) il meraviglioso paese dove la cornamusa si è evoluta in great highland bagpipe. Le partecipazioni alle gare si sono poi ripetute nel 2005 e nel 2007.
Proprio in occasione della partecipazione ai “Worlds” del 2005 la banda ha cambiato il proprio tartan, adottandone uno proprio: il “City of Rome” tartan, disegnato, fatto realizzare ed iscritto alla società internazionale dei tartan dai componenti stessi della City of Rome Pipe Band, coadiuvati dal signor Ken Clark.
La City of Rome Pipe Band continua il suo cammino, diffondendo, con la musica delle cornamuse e tamburi scozzesi, e con l’insegnamento degli stessi strumenti, la cultura del paese del cardo. Il tutto però con quel gusto di italianità e, perché no, di romanità, che alla fine pervade anche l’elemento nato e cresciuto a migliaia di km di distanza dalla città all’ombra del Colosseo.
Se infatti una piccola cellula di 3 suonatori esisteva già, è stato solo quando, per uno scambio culturale di qualche mese, Simon Emslie (all’epoca nelle file della “grade 1” Vale of Atholl Pipe Band) è vissuto a Roma, che ha visto per la prima volta la luce una vera e propria pipe band, con cornamuse ed una gran cassa.
Era l’ottobre del 2000 quando il primo concerto della neonata City of Rome Pipe Band, sotto la direzione di Simon, primo Pipe Major della banda, ebbe luogo davanti al Colosseo. Non c’era ancora un’uniforme, ma c’era tanta passione e un forte legame di amicizia, che sarebbero durati nel tempo.
Quella piccola realtà ha cominciato ad aumentare nelle dimensioni e nella qualità sia della propria musica che della propria organizzazione. Alcuni elementi sono andati via, altri se ne sono aggiunti. L’interesse per questa musica travalica ogni confine ed all’interno della band si sono alternati nel tempo suonatori di 4 continenti.
La prima vera uniforme della City of Rome Pipe Band è stata indossata in occasione della partita di rugby del torneo “6 nazioni” Italia-Scozia del 2002, in cui la banda ha suonato l’inno ufficiale della nazionale albionica, di fronte a migliaia di spettatori. Appuntamento divenuto poi fisso. Il tartan era il “Prince Charles Edward Stuart”, dedicato appunto al principe che molto ha avuto a che fare con Roma, essendovi nato, ed essendovi stato poi sepolto alla sua morte.
Col passare degli anni gli impegni della banda sono aumentati sia nel numero che nell’importanza, portandola ad esibirsi in piazze, ma anche in famosi teatri; per matrimoni così come per importanti eventi. Ed anche in gare riservate a questo tipo di complessi musicali.
Era infatti il 2003 quando per la prima volta la City of Rome Pipe Band è entrata in uno dei cerchi del “Glasgow Green”, dove si svolgono ogni anno i campionati mondiali per Pipe Bands. E’ stata anche l’occasione per visitare (per molti componenti per la prima volta in assoluto) il meraviglioso paese dove la cornamusa si è evoluta in great highland bagpipe. Le partecipazioni alle gare si sono poi ripetute nel 2005 e nel 2007.
Proprio in occasione della partecipazione ai “Worlds” del 2005 la banda ha cambiato il proprio tartan, adottandone uno proprio: il “City of Rome” tartan, disegnato, fatto realizzare ed iscritto alla società internazionale dei tartan dai componenti stessi della City of Rome Pipe Band, coadiuvati dal signor Ken Clark.
La City of Rome Pipe Band continua il suo cammino, diffondendo, con la musica delle cornamuse e tamburi scozzesi, e con l’insegnamento degli stessi strumenti, la cultura del paese del cardo. Il tutto però con quel gusto di italianità e, perché no, di romanità, che alla fine pervade anche l’elemento nato e cresciuto a migliaia di km di distanza dalla città all’ombra del Colosseo.